La Psychomachia e gli “io” che ci abitano

Nel IV secolo, un poeta cristiano di nome Prudenzio scrisse un poema.
Lo intitolò Psychomachia (1), “battaglia dell’anima”.
Non racconta guerre tra eserciti, ma un conflitto più intimo, quello tra le forze che vivono dentro di noi.
Ogni personaggio è una voce interiore: Pazienza contro Collera, Umiltà contro Superbia, Fede contro Dubbio.
Oggi forse le chiameremmo in un altro modo. Ma la battaglia continua.
C’è una parte di te che vuole cambiare, e un’altra che si aggrappa a ciò che conosce.
Una parte che si vergogna, e un’altra che si arrabbia per essere stata messa da parte.
In terapia, queste voci non vengono zittite. Non si decide chi ha ragione.
Si ascoltano. Si prova a comprenderle.

Come ricorda Naranjo, l’invito a conoscere se stessi appartiene a un’antica tradizione, è una risposta naturale, sana e saggia di fronte alle difficoltà della vita (2).
A volte la battaglia si calma proprio lì, quando smetti di dover scegliere da che parte stare.
La Gestalt parla di un “dialogo tra parti”, ogni voce interiore può essere portata su una sedia vuota, ascoltata, vista, accolta.
Questo dialogo non è solo un esercizio diventa un modo per dare forma a ciò che è dentro, senza doverlo subito spiegare o sistemare.
Anche le nostre parti dolorose o contraddittorie hanno una loro funzione.
Quando impariamo ad ascoltarle, non per giudicarle ma per comprenderle, permettiamo al nostro sé autentico di emergere.
Perls descrive questo processo come “il dialogo tra due polarità opposte, per permettere all’una di entrare in contatto con l’altra” (3).
Identificando le polarità e favorendo il loro incontro, creiamo uno spazio di crescita.
In questo spazio sicuro, ci si confronta con la propria complessità senza fretta, senza giudizio, con curiosità e coraggio.
Come scrive Rollo May, affrontare ciò che è dentro di noi significa trasformare il caos in qualcosa di vivo e significativo (4).
La battaglia dell’anima non scompare, cambia solo il modo in cui scegliamo di ascoltarla.
E, in quel dialogo silenzioso tra le nostre parti, può nascere finalmente pace, o forse semplicemente, presenza.

Bibliografia:

(1) Prudenzio, C. Psychomachia. La lotta dei vizi e delle virtù (B. Basile, a cura di, testo latino a fronte). Roma: Carocci, 2007.
(2) Naranjo C. [1994] , Carattere e Nevrosi, (Cristiana Carbone Trad.) Casa Editrice Astrolabio, Ubaldini, Roma, 1996.
(3) Perls F. Baumgardner P. [1975], L’eredità di Perls, Doni dal Lago Cowichan (Giuseppe Pascale Trad.) Astrolabio- Ubaldini, Roma, 1983.
(4) May R. [1939], L’arte del counseling, Il consiglio, la guida, la supervisione (Cristiana Carbone Trad.) Astrolabio- Ubaldini, Roma, 1991.

Immagini in ordine:

René Magritte, Golconde, 1953

René Magritte, Le Thérapeute, 1937

René Magritte, Le Double Secret, 1927

ARTICOLI RECENTI

INVIA UN MESSAGGIO

Parliamone insieme: compila il form qui sotto o prenota un momento sul calendario per un incontro conoscitivo.

OPPURE

COMPILA IL FORM