In terapia, l’arte non è un esercizio di bravura. Non si tratta di disegnare bene né di creare qualcosa da esporre. Si usa l’arte per aprire uno spazio diverso da quello delle parole.
Come sottolinea Edith Kramer, pioniera dell’arteterapia, l’arte è un mezzo attraverso cui la persona può entrare in contatto con se stessa, rappresentare per esprimere ciò che ancora non ha parole e trasformare la propria esperienza interiore in qualcosa di tangibile e significativo. (1)
A volte, una linea, un colore, un’immagine o una canzone dicono ciò che la voce non riesce ancora a esprimere, o che ancora non sa di voler dire. Non si tratta di “fare arte”, ma di usare il simbolico, (oggetti, materiali, immagini …), per dare forma a ciò che è dentro, senza doverlo subito spiegare, analizzare o sistemare.
Una conchiglia può diventare la tua infanzia, una sedia vuota la tua solitudine, un foglio strappato la tua rabbia muta. Quando lavoriamo insieme, non ti chiederò di disegnare. Ma potrei domandarti: “Se questa emozione fosse un oggetto, cosa sarebbe?” È un modo diverso di stare con ciò che vivi, non per interpretare, ma per guardare con occhi nuovi.
La creatività è una via per dare forma al caos interiore, per esplorare sé stessi senza parole. Come osserva Zinker, “nel processo creativo, come nell’innamoramento, veniamo a contatto con la nostra dolcezza, con i nostri desideri, le intenzioni e i pensieri profondi” (2).
Per Winnicott, il gioco e la creazione artistica sono spazi di transizione tra realtà interna ed esterna, dove emerge il vero sé. In terapia, l’arte diventa un luogo sicuro per sperimentare e scoprire sé stessi, senza paura di giudizio (4).
L’ arte in terapia non è solo espressione estetica: è un mezzo per esplorare il sé, dare forma a conflitti interiori e facilitare la trasformazione personale. La creatività non è un lusso, è un modo di vivere più pienamente, un atto di realizzazione del sé. Creare significa confrontarsi con la propria angoscia, trasformandola in qualcosa di vivo e significativo; è, in questo senso, una forma di coraggio (Rollo May). (5)
A volte basta un gesto, un colore, un frammento di materia per fare spazio a qualcosa di nuovo, per lasciar emergere ciò che dentro di noi chiede solo di essere visto. L’arte è una possibile strada, un modo per abitare la propria interiorità con curiosità e coraggio, senza la fretta di capire, ma con il desiderio di sentire.
Bibliografia:
(1) Gandini, M. [2015]. Edith Kramer, una pioniera dell’arteterapia. Nuove Arti Terapie
(2) Zinker, J. C. [1977]. Processi creativi in psicoterapia della Gestalt (I. Sampognaro & S. Hribar, Trad.). Milano: FrancoAngeli, 2002.
(3) Fromm, E., May, R., Rogers, C. R., Maslow, A. H., & Mead, M. [1959]. La creatività (L. Magliano, Trad.). Milano: ELS La Scuola, Editrice Morcelliana, 2017.
(4) Winnicott, D. W. [1971]. Gioco e realtà (G. Adamo & R. Gaddini, Trad.). Roma: Classici Armando, 2005.
(5) May R. [1939], L’arte del counseling, Il consiglio, la guida, la supervisione (Cristiana Carbone Trad.) Casa Editrice Astrolabio, Ubaldini Editore, Roma, 1991.
Immagini in ordine:
Jean-Michel Basquiat, Untitled (Pollo Frito), 1982
Jean-Michel Basquiat, Fallen Angel, 1981
Jean-Michel Basquiat, Untitled (Skull), 1981
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